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Un altro sogno

Un anno imprecisato di un futuro abbastanza prossimo.
Julian, Robert e Ross sono in fila per la visita mensile di aderenza alla giusta mentalità globale standardizzata.
Gli si avvicina Nicholas, quel conoscente così fastidioso e ciarliero, non l\’hanno mai sopportato.
-Ehi, guardate che culo che ha quella, esordisce Nicholas, indicando una tipetta vestita con un tubino verde e nero che sgattaiola qualche corridoio più in là.
-Va beh ciao ragazzi, devo andare, ci si becca eh?
-Ciao Nick, gli fa Ross

-Proprio non lo sopporto quel Nicholas, dice Julian, che porco tra l\’altro, oh ragazzi ma andiamo, mi sa che è il nostro turno.

Si siedono tutti e tre davanti allo sportello del burocrate, semi sommerso dalle scartoffie.

-Che vi è successo ragazzi? Vi vedo un po\’ scossi… chiede loro il burocrate
-Ma no niente, è che abbiamo appena incontrato un amico, un vero maiale, no per il resto tutto a posto, siamo immuni da sensazioni come passione, cupidigia, dignità.

-Dignità eh?- il burocrate li guarda alzando lo sguardo sopra gli occhiali sottili.

In quel momento  cinque parallelepipedi che sembrano fatti di carta con delle luci dentro, a mo\’ di bianche lanterne cinesi, gli fluttuano dietro e le luci dentro di essi cominciano a muoversi per scannerizzarli, sembrano sguardi malevoli.I parallelepipedi fluttuano via, soprattutto l\’ultimo, con una  delle luci al suo interno, sembra lanciare un occhiataccia ai tre.

-D\’accordo ragazzi potete andare, gli fa il burocrate con un sorriso appena accennato.

Percorrono la solita strada nell\’intricato labirinto dell\’ufficio ma si ritrovano  in un posto diverso, un grande stanzone pieno di tubi, sporco e melmoso

È Robert il primo a capire.
Con voce piena di angoscia, terrore direi, comincia a blaterare cose del tipo:

-Oh no ragazzi, saremo disciolti, le nostre ossa si fonderanno insieme ai fluidi di scarico e dei nostri corpi non rimarrà più alcuna traccia!

È proprio mentre parla che da alcuni buchi sul pavimento, un fluido gelatinoso e acido comincia a fuoriuscire, cominciando a riempire, con lentezza esasperante, quella che sarebbe diventata la loro tomba, la loro stanza di scarico.

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