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e questa è la poesia più bella che mi veniva in mente in questo momento

un velo di ghiaccio per assaporarmi i coglioni
nel senso che non ha senso, mai, ma dovrebbe, comunque, storie che durano due parole, serie.
Del tipo che sono quasi sollevato quando sento di gente che non beveva e non fumava ma si è beccata un tumore, lo so che non è bello ma non è colpa mia, se sono catastroficamente fatalista, qualunquista e che più ne ha più ne mettista.
Si, l\’ametista, l\’ametista soave che tutto ghiaccia in estate ma ti riscalda in inverno, sono il figlio del dio Ventilatore, il cibo liofilizzato m\’è candido nettare, nelle afose giornate d\’arsura a cui tutti dovremmo rendere conto, se non mi sbaglio, ma erro non pensante di fronte al penultimo uragano, mi fa specie, mi fa, mi droga di coriandoli bislacchi, mi eleva di fronte a voi, paladini del niente, difensori di stocazzo, mietitori.

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