flay

fanne un arte.
candide ombre appaiono
ne senti l’odore alle volte
riusciamo a parlare
con altri

proto-vulcano indegno di candida speme ambisce ancora ad altro mentre osserva e mente ancora al buio al cielo ed al tempo che passa
non putrida croce di bestemmie a caso nella testa un orizzonte piatto e ambiguo
come neve scende la cenere
rompe il vetro della morte un ascensore
astratto per forza di cose la musica al buio e al silenzio compone
le stelle dispone a random
seguendo norme frattali
cambia ancora

decompone un sogno
lui lo ha gia’ visto

fuoco freddo che cammina fa paura agli innocenti

non ho bisogno di grandezze,
soltanto delle sue labbra
gli occhi li cedo a un altro
sono miope

la volpa nera francamente elegante
attraversa la strada di un camion

poi il miracolo

atomico
tutto daccapo
forse

non esiste un solo cristallo di neve uguale all’altro,
dicono

conte dracula rigetta grammatiche inesistenti
per gioco e necessita’
quasi per esercizio stilistico ammette

parlo con dio
perche’ e’ l’unico interlocutore alla mia altezza
non me ne vogliate,
maiali.


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