flay

Oggi riflettevo sul sogno di qualche giorno fa, quello coi vari demoni che si avvicendavano per lottare e poi parlare.

Come i più attenti tra voi ricorderanno, in un momento del sogno mi sono sentito tirare su, come aspirato, e ho cominciato a volare, ma stavolta non per mia decisione e facoltà, quanto piuttosto a causa di una forza esterna che mi attirava verso l’alto.

Non ero inquieto mentre questo succedeva e anzi, ansioso di capire cosa mi bramasse a tal punto da risucchiarmi quasi avidamente, seppur dolcemente, verso di sé.

Il volo però è stato interrotto dal soffitto della mia stanza.

Ed è su questo che stavo riflettendo oggi, su cosa rappresenti quel soffitto nella mia esistenza.

Sono arrivato alla conclusione che sebbene io sia convinto che ogni sogno, così come ogni altra esperienza si possa (e si debba)  leggere a seconda di diverse chiavi di lettura, quel soffitto stia a rappresentare proprio le mie “reali” quattro mura domestiche, dato che non le ho abbandonate tanto spesso negli ultimi dieci anni.

Per ascendere, almeno un po’ di più, mi sa che dovrò letteralmente cominciare a uscire di casa più spesso, e quindi oggi, col beneplacito dell’universo, me ne torno in foresta a fare un pic-nic.


12 risposte a “”

    • Entrambe le cose a mio avviso. Alcune delle dottrine dogmatiche a te tanto care, dicono che ci troviamo in una vera e propria prigione, costruita da entità non proprio benevole. Quello che mi pare di stare capendo in sti giorni, è che tutti i reami sono connessi, l’effetto farfalla esteso al multiverso, alle varie dimensioni. Alcuni pensano che “i cieli” e la terra siano in realtà gli uni lo specchio dell’altra, e viceversa (how above so below…). Ecco perché non sono completamente d’accordo col tuo svalutare le vicende umane rispetto a quelle inumane, la nostra esistenza è un miracolo, doloroso, ma tra i più misteriosi ed enigmatici di quelli presenti nell’universo. Tagliando corto non mi sento affatto periferico rispetto alle vicende di tutto il creato, anzi… Una domanda che non c’entra molto col post di per sé, tu chi credi che sia nato prima, gli uomini o gli dei? O meglio chi ha creato chi?

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      • Hmm è la stessa questione dell’uovo e della gallina,la trascendenza indica che siamo in un universo illusorio, mondi che si compenetrano con matematiche surreali che nemmeno riusciamo a concepire.

        Credo che siamo come formiche che sbucano dalla 256 dimensione… 😊

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      • E se fossimo invece gli scarafaggi destinati a sopravvivere all’olocausto nucleare? Mi sembra che tu sottovaluti la potenza del soffio vitale che ci è stato impiantato da qualche parte dallo stesso Creatore. Soffio vitale che alcuni chiamano anima. Siamo parte dell’Uno, fatti a sua immagine e somiglianza, sebbene infinitamente più piccoli. Anche un atomo di uranio è infinitamente piccolo, eppure guarda cosa può combinare…

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      • Ho visto (in trance…) delle cose che mi hanno dato la certezza che esiste una realtà trascendente. Sono rituali abbastanza reiterabili col “vino” giusto, anche se raramente danno gli stessi risultati, sono ogni volta una rivelazione, quando avrai tempo ti rinnovo l’invito a parteciparci qualche volta, così potrai esperire sulla pelle la trascendenza che, magari sbaglio, finora hai soltanto percepito grazie alla logica. Poi ci sono le sincronie… che non possiamo vedere nella loro interezza a causa della maledizione del tempo che ci portiamo addosso come incarnati, ma che mi danno molto da pensare. Tramite la logica unita all’intuito (o istinto) io sono arrivato a delle conclusioni, ma di certo non intendo imporle agli altri come dogmi.

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      • No certo, nessun dogma nemmeno da parte mia, la mia trascendenza non è solo matematica, anche io ho esperienze psichiche, diciamo che immagino il nostro continuum come quotando di indeterminato e incerto, l’approccio sciamanico direi sia quello che prediligo.

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      • Siamo arrivati a due conclusioni completamente differenti allora, per me tutto è già stato scritto nel momento stesso in cui avveniva il “grande botto”. Fermo restando che anche tu credi che ci siano “intelligenze” superiori alla nostra, non credi che all’origine ce ne sia Una primordiale, che è venuta prima di tutte le altre? Io è alla conoscenza di quella che aspiro, anche se nel frattempo dovrò incontrare milioni di intermediari (più o meno incarnati), il mio obiettivo rimarrà sempre quello, tanto ho tutto il tempo dell’universo, mi auguro.

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  1. Non mi intendo troppo di matematica e di informatica quindi i termini che uso potrebbero risultare inesatti o riduttivi ma, quando immetto dei valori in un generatore di immagini frattali e poi clicco sul pulsante “GENERA”, posso cliccarla quante volte voglio ma il risultato sarà sempre quello, a meno di non cambiarne i parametri. Hai mai visto il macro nel micro, come ad esempio l’universo in un fiore? Ti sei accorto della forma frattale che hanno i fiori e gli alberi? Sai meglio di me che l’universo si è espanso secondi canoni frattali, quindi come fai a dire che si tratta di un magma indeterminato e non del disegno di un perfetto architetto, o ancora meglio ingegnere?

    Ha immesso i codici, le regole, le lettere con cui ha formato l’universo secondo la tradizione ebraica e norrena (ma probabilmente anche in tutte le altre ci saranno tracce di nozioni simili) e ha schiacciato invio, tutto il resto è venuto da sé.

    Altra piccola sincronia, proprio oggi che parlavamo dell’importanza dell’uomo di fronte al cosmo, mi è comparso davanti agli occhi un post su una pagina di facebook che parla di come negli antichi misteri greci (ma anche in quelli di altre tradizioni) l’uomo sia il microcosmo speculare al macrocosmo (Microprosophus e Macroprosophus), di come nel corpo dell’uomo (non mi chiedere come perché non sono un iniziato a quel tipo di misteri) fossero rintracciabili elementi comuni a quelli delle alte sfere, di come il movimento dei pianeti influenzasse la vita dell’uomo e via dicendo. Sul mio altro blog, mirrorverse (nome tra l’altro azzeccatissimo visto l’argomento) ho parlato di altre decine di sincronie davvero strane, tipo l’altra volta che postasti una cosa sul “Nulla senziente” (perché la maiuscola del “Nulla”? Odoro tracce di riverenza?) e io poco prima avevo sognato un “daemon” che voleva penetrare nel segreto dei miei occhi, lo sai che la parola Ayin in ebraico significa “Nulla” mentre la lettera Ayin è associata all’occhio? E tra l’altro proprio ora andando a rileggere ho anche scoperto essere associata al mio segno zodiacale.

    Potrei citarti decine di altri strani casi come questo, allora due sono le cose, o io sono un veggente (il che con tutte le arilcicloesilamine e tryptammine e psichedelici vari che ho utlizzato durante i miei “riti misterici” sarebbe anche probabile), oppure c’è dietro un disegno ben delineato che non può essere compreso con il solo ausilio della ragione… Io opto per entrambe. Soprattutto perché mi piace, incuriosisce e dà quindi un motivo per andare avanti, nel vuoto cosmico che altrimenti si propagherebbe a macchia d’olio sotto i miei malkut.

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