bisogni, on air, poesia?, Riflessioni

Attraversando in apnea campi di cianuro poco venefico

quando l’angoscia è l’unico strumento che ti rimane per

continuare a sentirti vivo

Dust devil swept you away.

My recollections are

All that’s left of you.

Vivere nel passato, temendo per il futuro

godere comunque del presente incombente

Quando il piacere è l’unico strumento che ti rimane per

continuare a sentirti vero

Dust devil swept you away.

Still not real.

Ash, urn, and silence.

Talk to me.

Incoraggiare con ardore ancora l’Acido a perdurare

dimentico la noia e per un momento riesco quasi ad amarvi

improvviso ritmi cangianti davanti all’innocenza della morte

sono sereno, comunque, Dio mi ha detto che avrò, in qualsiasi momento, tutto quello che mi serve

per imparare a sopravvivere.

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on air, Racconti, Riflessioni

Zombies – atto tre, paragrafo quattro, movimento 5 e mezzo

Atti a divorare i cervelli belli vuoti dei viventi, loro, gli zombie, queste poco fantomatiche creature quasi pure risibili e divertenti, fino a che non te li trovi davanti.

Dopo il sebbene poco rimarchevole successo raggiunto dai primi due atti

Zombie 1 e Zombie 2

ecco a voi l’ambitissimo (almeno dai fan, uno, morto di overdose di ketamina l’anno scorso, ma ancora lo ricordo con entusiasmo e una malaugurata voglia di conoscerlo) episodio o capitolo o atto numero 3.

Tre, proprio come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

O come il Buono, il Brutto e il Cattivo.

Dove il cattivo è lo spirito santo, e non dite che non ve ne eravate accorti.

Ma non tergiversiamo e andiamo oltre, che lo spazio e il tempo a me concessi dalla vostra attenzione da australopitechi sono pochi, così come la voglia che ne ho – e quindi sarebbe bene andare subito al dunque, che iddio ce ne abbia in gloria.

Dunque ci stava questa tizia di nome Mary, come la marijuana.

Aveva un occhio nero e un occhio blu, entrambi dovuti alle amorevoli inclinazioni del suo amorevole ragazzo, Ultraviolent.

Mary non ci entrava una cippa per il cazzo di tutto il racconto, ma a noi ci piace ricordarla così, ingiustamente turbata dagli eventi.

Un giorno tipo in Arkansas (che immagino come una versione del Kansas, ma più piratesca) caddero delle meravigliose meteoriti elettrificanti tipo dallo spazio esterno, quello dove dimorano i grandi antichi, in attesa che i quattro miliardi di anni di pausa svaniscano dentro al cesso, e di potere quindi tornare all’azione.

Queste meteoriti oltre a cadere sulla testa di mio cugino di nome Arturo, rendendolo pure più scemo del necessario, ebbero tipo l’effetto di resuscitare tutti i morti in precedenza e di renderli tutti zombie.

Inutile starmi a dilungare sulle conseguenze.

A parte che non sappiamo avvitare una lampadina ma sappiamo che per uccidere uno zombie basta bucargli il cranio, dico, ci stava questo gruppo di individui barricati in casa a causa degli zombie.

Che se li volevano gustosamente divorare.

Tutto era in bianco e nero, nessuno che riusciva ad intravederne le sfumature, dio mio solo sa quanto necessarie, nell’economia della vita stessa.

Ehi, Joe, o Jude, mi ha detto Johanna che Mery, ha detto a Billy qualcosa che adesso non mi ricordo, ma che Esmeralda sa di essere vero.

No.

Preferiamo pensare all’estetica anni ’80 di un concerto di Kate Bush.

Catia Cespuglio, proprio si.

Bad dreams in the night
They told me I was going to lose the fight
Leave behind my wuthering, wuthering
Wuthering Heights

E gli zombie si presero per mano.

E Zac prese Mandie per mano, che a sua volta prese Jason, che prese Susan

e

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in your window
Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in your window

ma quindi dopo

iiiiii, wanna know, have you ever seen the rain?

e poi ancora un oceano di dolcezza inscenato proprio dagli zombiez, con una voce paradisiaca che ricorda il risvegliarsi del bosco all’alba, le promesse non mantenute e quindici fiori al sentore di miele

un vaso rotto pieno di realtà latenti che si riversano finalmente sopra al tuo cervello, otto nani da giardino, due verità scomode.

E la speranza che tutto o niente possa cambiare, che Dio sia Femmina, che per una volta le cose andranno per il verso giusto.

Ma Lui solo sa, quanto non lo faranno.

Purtroppo o Per Fortuna?

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on air

Right in two (Tool, traduzione)

(non so a voi ma io lacrimo abbondantemente quando l’ascolto e la leggo)

Angeli a bordo campo

perplessi e divertiti

perché il Padre ha dato a questi umani il libero arbitrio?

ora sono tutti confusi

Queste scimmie parlanti non lo sanno?

che l’Eden è abbastanza grande da poterci andare in giro?

Numerose in questo giardino sacro, ridicole vecchie scimmie

dove c’è l’uno voi siete obbligate a dividerlo

proprio in due

Angeli a bordo campo

sconcertati e confusi

il Padre le ha benedette tutte con la ragione

e questo è quello che scelgono?

scimmia che uccide scimmia che uccide scimmia sopra

pezzi di terra

stupide scimmie,

gli dai i pollici, loro forgiano una lama

e dove ce n’è uno loro sono destinati a dividerlo

proprio in due

giusto in due

scimmia che uccide scimmia, che uccide scimmia sopra

pezzi della terra

stupide scimmie

gli dai i pollici, loro costruiscono un bastone

per abbattere il fratello

Come abbiano fatto a sopravvivere in una maniera così fuorviata è un mistero

Ripugnante è una creatura che sprecherebbe l’abilità

di alzare un occhio al cielo, consapevole che il suo tempo qui è fugace

per dividere tutto in due, deve dividere tutto in due

deve dividere tutto in due, deve dividere tutto in due

combattono finché muoiono per il sole, per il cielo

combattono fino alla morte per il mare, per l’aria

combattono fino alla morte per il sangue, per l’amore

combattono fino alla morte per le parole, polarizzando

Angeli a bordo campo – di nuovo

in panchina con pazienza e ragione

si domandano dove andrà a finire questo tiro alla fune

devono dividere tutto in due

devono dividere tutto in due

devono separare tutto in due

proprio in due

giusto in due.

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bisogni, Riflessioni

Secondo me ci meritiamo tutto quello che ci succede, e forse anche di più. Se non ce lo siamo meritati in passato, facciamo di tutto per meritarcelo in futuro, questo è ovvio.

Io dal canto mio a quanto pare, non merito tutto quello che non mi succede, invece.

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