flay

E adesso, visto che sono bipolare, almeno credo che ne so, mi pare abbastanza cool come cosa, da dire perlomeno, una storiella spaccamaroni e rinfranca animi come tanto a noi piace, bambini del nuovo sole al delorazepam andante, ma non troppo.

Tipo c’era una volta, in un regno fatato, una fantastica giungla primordiale al sentore di kiwi e zenzero, più una punta di cannella che ci sta benissimo con le mele che guarda caso, non c’erano.

Nella giungla abitava una bambina alata di una bellezza assoluta fatta eccezione che per il naso, simile a quello di una megera, brutto, gobbuto, coi brufoli.

Tutti quelli che la vedevano non potevano fare a meno di notare la sua bellezza e l’orrore cosmico-trascendente del suo naso, non esattamente in quest’ordine, e ciò provocava in lei sentimenti spesso contrastanti, un po’ come quando, nel bel mezzo della notte, sei indeciso tra il mangiare uno yogurt da mezzo kilo oppure berti i rimanente tre quarti di una bottiglia di cocacola, e alla fine fai entrambe le cose e ti assicuri un’acidità di stomaco con reflusso da guinness world record. Dei primati.

Mentre dormi.

Un giorno un tizio che passava di lì per caso notò la fanciulla china a guardare la sua immagine riflessa sulle acque di un lago che passava di lì anche lui per caso, e si fermò incuriosito a guardarla.

La fanciulla, resasi conto di essere osservata si girò infastidita e chiese all’uomo cosa ultracazzo volesse.

-Cosa ultracazzo vuoi?- parole sue, parole sante, che lasciano il segno ma anche il tempo che trovano, in un turbinio di finte e sgambetti, menzogne ed opinioni saccenti.

(e qui comincia il delirio, credo)

-Io? Dice a me?- le rispose l’uomo, poco più che un ragazzo da almeno trent’anni

– Assolutamente niente, sono un finto addetto dell’enel, e come sa giro di casa in casa nel tentativo di rompere il cazzo alla gente alle quattro del pomeriggio, gente che spesso dorme e che non si degna neanche di vestirsi prima di venire ad aprire la porta per guardare giù alle scale perché non gli funziona il citofono.

Gente che si mostra in mutande, con la pancia rigonfia di ogni genere di edulcoranti a Dio sia mai venuta la malaugurata idea di suggerirci la formula.

Direttamente nel cervello –

La fanciulla, dal naso le cui proporzioni sarebbero in grado di fare vacillare il sottile equilibrio che garantisce allo spazio-tempo di non collassare su se stesso, implicando tutta una serie di inimmaginabili complicazioni per l’esistenza dell’esistenza stessa, non poté fare a meno di arrossire

– Sento già di amarla – utilizzava la terza persona ispirata dalla nouvelle vague francese, di cui aveva visto un solo film suo malgrado su rai tre alle tre e trentadue della notte, per colpa di quel sadosociopsicopatico di Ghezzi- e anzi le dirò che sento di averla già incontrata in un’altra vita, un altro luogo. Le sue parole tenui hanno toccato in me le corde più lievi, quelle ipercariche di miele che risplende della luce stessa delle stelle, i miei occhi, che un tempo brillavano assuefatti al rumore ovattato della leggiadria soave di un solo momento, adesso non sono altro che un mero strumento per stare a guardarla, riempendomi l’animo di canti armoniosi e melodie ultraterrene. Quasi –

Lo sconosciuto, preso alla sprovvista, non poté fare altro che balbettare qualche parola incomprensibile, e morì, schiumando dalla bocca come in preda a una potente crisi epilettica.

La fanciulla dal naso dal largo margine di miglioramento se ne fece presto una ragione e anzi scrisse una canzone, dedicata al fantomatico finto addetto dell’enel che per un minuto le aveva donato la pur flebile speranza di vivere ancora l’Amore.

La canzone faceva più o meno così

“Tu che vieni di soppiatto, tra le spire inutili del destino, armato solo di una piccola luce minacciata ogni secondo dall’arroganza della tempesta – ascolta bene queste parole

esiste un’isola, dove hai smesso di guardare

sopra all’isola abita una tartaruga, ben più vecchia di quanto a lei piaccia pensare.”


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: