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 Giantonio quel giorno era triste, imprigionato com’era in un cubo psichico di ilarità mancata, scopi funesti, marciscenze.

In tv davano il film di Cenerentola.

C’era una volta una sporca ragazza di nome cenerentola. 

Avea le orecchie pien di cerume e non si faceva mai i baffi.

A conti fatti, vista da una certa angolazione e sotto una certa luce, sembrava un tricheco, o un lamantino, è più corretto,  visto che non tenea le zanne.

Suo spasimante perditempo e per tre quarti cicisbeo era un certo Giottomane da Rovidendro, lurido lacchè parassita di una corte scellerata e dedita all’onanismo intellettuale.

Nemico giurato di Giottomane era invece Rodriguez, anche lui spassionatamente innamorato di Cenerentola.

Cenerentola a sua volta, aveva un padre, un padre di nome Sottaceto Bonario da Torre a Mare, che però a ventitré anni cambiò nome in Santuario Benevolo della Luz di IddioNostroSignore Jisus  Christi Sulla Croce di Nostro Signore, Amen.

La madre di Cenerentola era un programma del governo statunitense atto a sviluppare super poteri psico-fisici in seguito all’assunzione prolungata di droghe psichedeliche e tavolette di caffeina da 750 mg.

ma forse  Giantonio, stava soltanto sognando.

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horrorZ

-Pronto l’agenzia immobiliare?
-Si, mi dica.
-Senta vorrei una casa per me e la mia famiglia, sa com’è, vorremmo viverci, non è che per caso ha una bella casa normale dove vivere?
-Abbastanza.
-Sicuro che non ci siano i fantasmi o altro?
-Sicurissimo.

Due mesi dopo


-Pronto polizia?

-Si, ci dica
-Senta credo che nella mia casa ci sono i fantasmi.
-Siete sicuri?
-Dipende
-In che senso?
-Nel senso, abbiamo visto delle sedie in cucina ballare la mazurca in aramaico, ma mio marito dice che è colpa della peperonata di ieri sera, non è ancora molto convinto, cosa mi consiglia?
-Ha provato a rivolgersi a un mago o un truffatore prima di chiamare la polizia cioè noi?
-Non ancora a dire il vero
-E cosa aspetta? Chiami subito signora e riceverà in omaggio un medaglione magico della potenza di circa 33 centesimi dai cinesi tossici come la peste immaginaria che tutto pervade, immarciscente, luminescente al contrario, come ogni colore dell’arcobaleno non esiste alcun motivo per poi stare a pensare a evenienze apocalittiche e disastrate memorie su una spiaggia di miseria nevrotica e cosa rimane, del resto, di un paffuto sentore di muffa gravitazionale, disastroso miracolo dell’inverosimile speme mai sopita, fino ad ora, d’incanto.
– Non credo di avere capito.
-Ha provato a rivolgersi a Barbara D’Urseeeeeeee!?!?!?
-No… non proprio almeno, non direttamente, dovrei?
-Certo che no, ma accenda ventitrè ceri a alla D’Urse e preghi per il meglio, vedrà che col tempo le cose miglioreranno. Ci faccia sapere, mi raccomando!
-D’accordo.

1 settimana dopo


-Pronto polizia?

-Pronto signora? Ci dica, come è andata?
-Mah… non saprei, so solo che adesso le sedie oltre a ballare la mazurca in aramaico hanno trasformato mio marito in una planetaria per farci i dolci che vedono nelle ricette di Alessandro Borghese sulla 8 giorno e notte notte e dì, in replica totale e continuata senza possibilità di redenzione alcuna e vagamente desiderata.
Inoltre due di esse fumano e mi si impuzzisce tutto il pelo del gatto. Consigli, opinioni sul da farsi?
-Non so signora veramente il mio collega mi ha passato il telefono a metà conversazione  e purtroppo non ci ho capito molto, inoltre, mi sto pure facendo le unghie, sa com’è.
-D’accordo.

Non mi ritengo molto soddisfatta da questo servizio di polizia, credo che mi rivolgerò a un mago truffatore.


-Pronto, mago truffatore?

-Si sono io, mi dica pure signora.
-Senta, non è che per caso può venire a casa mia a togliere i fantasmi dalla sedie della cucina e metterli che ne so, in quelle del balcone che tanto non ci andiamo mai e almeno danno fastidio ai vicini?
-Si signora, come è ovvio, fanno 15 euro a fantasma. Per due euro in più le offro pure una spiegazione dettagliata del fenomeno demonologico essoterico avveneristico e catalinflangente, detto alla cinese.
-Mhh no no mi dispiace, lei non è abbastanza truffatore, non vorrei risparmiare troppo sa, ci tengo a un certo tenore di vita.
-D’accordo signora se vuole le do il numero di mio cugino Alberto.
-Mh no no grazie non mi piace come nome.
-Federico?
-Neanche.
-Palinsesto?
-Non è un nome
-GiorgioCanotta?
-Suona bene ma no, non insista e vaffanculo.
-D’accordo.


Vabbè il mondo è un posto ostile di suo, cinque sedie indemoniate in cucina mi sembrano la giusta ciliegina sulla torta karmica – mi sa che me le tengo – a sto punto.


Ma proprio quando la signora aveva deciso di tenersi la maledizione delle sedie le si indemoniò anche il divano del salotto e a poco a poco tutta la casa ma lei rimase sempre con quel sorriso sulle labbra che l’aveva resa celebre un giorno da qualche parte, nell’angolo buio che ti ostini a chiamare cuore e invece è solo una carie.

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 districando pochi momenti a caso

danza tagliente –  melodia di lame in espansione perenne

 è il tacito assenso che uccide

dentro a spirali di fumo compatto

poche luci hanno ragione di esistere

dimentico di ogni leggiadria mi accingo a creare

nevrastenie dilaganti, dati di fatto, complotti

e ancora mal di pancia infiniti, per chi come me, ha dovuto sbagliare

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deduzioni

Mr. Pickles

Ogni giorno una stronzata per andare a letto più sereni.

197 like.

Quando dormo poi mi sveglio ancora più stanco di prima, ancora più agitato.

Oggi ho guardato di nuovo The Witch, il film di Eggers, impossibile non tifare per le streghe, o per il caprone, o per il grano malato, o per il morire di fame, tutto insomma fuorché la famigliola iper-protestante infelice per forza di cose.

E dopo di quello, tanto per calcarci la mano, Le streghe di Salem, di Rob Zombie, con la moglie super bona, Qualcosa-Moon, bello e che inquietante anche quello, visionariamente blasfemo con quelle cose che si muovono nell’appartamento alla fine del corridoio e poi niente, credo che la smetterò per un po’ di drogarmi di caffeina in pillole che oramai non mi fa più niente a parte farmi venire la febbre, e la nausea, e i brufoli sul culo, immagino.

A proposito di bestialità.

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