bisogni, on air, poesia?, Riflessioni

Attraversando in apnea campi di cianuro poco venefico

quando l’angoscia è l’unico strumento che ti rimane per

continuare a sentirti vivo

Dust devil swept you away.

My recollections are

All that’s left of you.

Vivere nel passato, temendo per il futuro

godere comunque del presente incombente

Quando il piacere è l’unico strumento che ti rimane per

continuare a sentirti vero

Dust devil swept you away.

Still not real.

Ash, urn, and silence.

Talk to me.

Incoraggiare con ardore ancora l’Acido a perdurare

dimentico la noia e per un momento riesco quasi ad amarvi

improvviso ritmi cangianti davanti all’innocenza della morte

sono sereno, comunque, Dio mi ha detto che avrò, in qualsiasi momento, tutto quello che mi serve

per imparare a sopravvivere.

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poesia?

quando basterebbe una voce melliflua

a ribaltare le ceneri del pomeriggio

e con essa le immagini

che involontarie – forse

m’illuminano il cervello

mi affascina il motivo del ghiaccio

la volontà ferrea della negazione

o problemi seri

non quelle vostre mitiche stronzate al sentore di vaniglia

per plebei

mi consolerebbe guardare

morte in-diretta

abnegazioni assolute

differenti pompare melmose dentro a spasmi quantici che si separano dal luogo per qualità e quantità

sono uno zombie

catatonico di fronte a quella che non voglio essere la realtà

impotente davanti al flusso

perché miro solo al taglio netto

l’omicidio perfetto

(il mio)

la decapitazione universale.

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poesia?

 Mi danno la nausea. 

Soprattutto me stesso.

Mi danno la nausea

parole che non penetrano affatto l’essenza

ferite poco profonde dentro allo pseudo-limite della realtà.

Tutti convinti di avere la chiave

nessuno che riesce ad aprire le porte

(quindi) credo che andrò a morire

per non dover soffocare, di nuovo, 

dentro questo mare di noia

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