Senza categoria

learn to swim

campi asimmetrici irradiano su madri confuse sinergiche convulsioni rattristate alquanto da pavide spemi luccicanti. a caso specchi risolvono arcani di cui né a me né a voi sarà mai dato sapere. e le persone cercano di esistere fingendo di non avere capito. si conoscono e si amano, forse, ma poi di sicuro si lasciano.
scusate ma anche oggi sento il bisogno di tirare giù due righe.

salivali confessioni di una donna ragno.
ha gli ormoni in fermento la tipa.
che mentre balla tizi strafatti la leccano.
non so dove.
converge spasticamente al sistema.

ci sarà un tempo in cui
c’è stato un tempo in cui

osserva annoiato la scena, beatificando un suo sopracciglio usato.

dorata era la voce
di quante splendide giornate di sole
avrai fatto volentieri a meno
di quante amichevoli strette di mano

cala la notte, sulla città
magnificandone le luci
occultando le sue miserie



non me ne sbatte un cazzo
è più facile pensare

tieniti in forma, vai a dormire presto la sera, lavora
sublima gli attimi in un compromettente distillato di spirito
dimentica
fatti un favore
perdonaci

Some say the end is near
Some say we’ll see Armageddon soon
I certainly hope we will
I sure could use a vacation from this
Standard
Senza categoria

denunciata ogni ipocrisia al dio giusto che dall’alto ci osserva schifato e commosso

liberatomi dal peso di ogni ingombrante giudizio

asceso per forza di cose

amabili ricadute al contesto immobile che urla 

poco innocente

intricati sistemi carichi di malizie affatto randomiche.

Standard
Senza categoria

una convergenza stilistica

In realtà m’esplode in petto una gioia immensa quasi isterica, tanto che mi metterei a cantare canzoni che non so, rimesse a punto le ali meccaniche mirerei volentieri al sole di cobalto e una volta giunto lì gli sussurrerei novantasette parole d’amore atte ad abbindolare gli stolti e a consolare gli amanti, comprerei tutti i biglietti dell’ultimo spettacolo di un cinema porno e accarezzerei una tigre per il solo gusto di perdere una mano.

Se non avessi ingurgitato a partire da ieri notte quei 1000 mg di caffeina in pillole mi ubriacherei volentieri alla facciazza vostra, giusto per essere più conviviale.

E forse lo farò comunque.

A frenarmi al momento è la mancanza di tabacco che asciuga.

Adoro la pasta al burro, il sushi all you can eat e la settimana messicana della lidl.

I seni triangolari ed eretti non mi dispiacciono affatto.

(Già mi so rotto il cazzo.)

Standard
Senza categoria

Ispirandomi all’apnea riuscirei a parlarvi per ore, del silenzio di diamante che riempie queste stanze semi-deserte, destinate al rogo.

Impallidisco al cospetto della Luna nascente, ma mi sollazza l’idea di solleticarle l’animo con note afone che provengono da un’assurda quanto realistica visione delle cose.

Il tutto prende forma e poi si decompone, in un caleidoscopio poco soave atto a rigarmi la pelle d’intarsi osceni ed esotici, urla sommesse per forza di cose, ragioni d’istinto ed una volontà adamantina di farmi del male.

L’angoscia è un’onda anomala che dilaga violenta sulle spiagge tranquille della banalità.

Potrei essere anche altro, ma non ho la minima idea di come si faccia.

Standard
Senza categoria

maggio 2021

IL riepilogo filler di cui tutti sentivamo il bisogno, so che già le avete lette tredici volte e che mi amate appunto per questo, ma non fa niente

1, 2, 3, 4, 5, 6

Dovrei ritornare a farmi delle droghe che mi facevo in quel periodo.

O a farmi possedere dagli stessi demoni anemici e distratti.

Ma adesso mi inebrio della tua fantomatica presenza, e ciò mi ringalluzzisce alquanto, oltremodo, anche se poco definitivamente, per fortuna.

Settimana prossima, dogane e cristiddii permettendo, mi arriva la ketch, spero solo di non ricadere nel delirio mistico dell’ultima volta.

Per il resto, au revoir.

Standard
Senza categoria

Me and the Temple of Doom

Non è facile farsi strada attraverso lande sintetiche atte solo al dolore.

Foglie in decomposizione dettano il passo di quella che avrebbe dovuto essere una marcia nuziale.

DOVERE/volere/POTERE

Esiste solo quello che c’è, tutto il resto lo lasceremo volentieri agli altri, qualora se ne presentasse il bisogno.

Sono troppo ubriaco per stare a pensare a

emorragie viscose, epifanie indecenti, cambi di rotta improvvisi

piuttosto perdermi in uno pseudo-vortice di speranze inattese

glorie mancate, abitudini.

(but it’s something about her, long shady eyes…)

Standard
Senza categoria

Definire attentamente pochi attimi puntuti è sempre stata la mia dannazione, croce e delizia poco spazio-temporale destinata ad attutire i difetti, esaltare le ascese, deglutire i bisogni.

Ambisco ancora al collasso stretto del reale, un’alba di ghiaccio, l’inizio e la fine.

Standard