flay

Potessi parlare liberamente, almeno qua sopra, finirei con annoiarmi presto, di me stesso in primo luogo.

Costretto a reinventarmi, rigo dopo rigo, per lo stupido gioco che mi sono imposto di stare a stupirmi per necessità inerenti al mio – di intrattenimento.

Se soltanto scrivere mi riuscisse bene quanto lamentarmi.

Al momento odio fare entrambe le cose.

-Clodovea-

Ella ciancicava baratti disumani per il puro gusto sinaptico di starmi sulle balle.

Bella come un petalo di ricino in preda a manie di grandezza, si lasciava trasportare da un vento malevolo ma affascinante come un sonno di trentasei ore inframezzato da uno spuntino a base di abbacchio e champagne.

Amarla per dispetto mi riusciva facile, quanto inutilmente oscuro e fastidioso.

L’avrei ultra-volentieri rinchiusa in un dungeon.

(La canzoncina è tratta da una storia vera)


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