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(another) fight!

Sembra (ma non è così) che parlandone ieri notte io li abbia evocati, sono di nuovo venuti a farmi visita loro, gli scanzonatissimi demoni, che ultimamente riempiono più del solito i miei sogni e queste pagine.

Il primo aveva la forma della mia fidanzata (con la z dolce) e avendomi fatto questo un po’ incazzare, l’ho costretto con un ordine a inginocchiarsi di fronte alla mia potenza.

Ha obbedito e ciò mi ha dato una certa soddisfazione, devo ammetterlo, se non fosse per il fatto che è tornato poco dopo in compagnia di altri due loschi individui, di cui uno diceva di essere Lucifero (anche se stento un po’ a credergli.

Il tizio che si chiamava Lucifero l’ho liquidato in una maniera del tutto nuova, dopo aver visto in lui una crepa di luce, ho cominciato a strofinare le mie mani su quella crepa, allargandola, e più quella si allargava più il demone scompariva alla mia vista, fino a che non è rimasto più niente di lui.

Nel frattempo quella (credo che stavolta fosse veramente una femmina) che si era finta la mia ragazza si era trasformata in un’altra donna, sempre di mia conoscenza, una che al tempo mi piaceva molto fisicamente, cosa che non ho tardato a comunicarle, dopodiché lei ha cominciato a spogliarsi credo nel tentativo, appunto, di tentarmi.

Ma non c’è riuscita e così abbiamo parlato di cose di cui non serbo ricordo cosciente, per poi scomparire di nuovo.

Ma il sogno non era ancora finito.

All’ennesima apparizione mi è comparso un uomo e innumerevoli gatti, sempre nella stanza in cui avevo avuto gli altri “amabili” battibecchi con i suoi colleghi.

In quei gatti riconoscevo un intento malvagio e omicida, nei miei assoluti riguardi, e così ho evocato alcuni dei gatti a cui ho voluto più bene nel corso della mia esistenza, tra questi nota di merito va a Dudù ( altrimenti detto “VooDoo” o “The Dude”, con il manto del colore della notte) e a Nala (gatta bianca che già in passato era intervenuta durante uno dei miei incubi per salvarmi da una figura oscura che mi si stava avvicinando fin troppo); i gatti benigni sono arrivati accompagnati da altri che non ricordo di aver mai conosciuto in vita mia, e hanno cominciato a lottare contro quelli a me ostili.

Lotta senza quartiere di zanne e soffi e artigli, interrotta da una pausa esilarante in cui tutti i gatti, buoni e cattivi, si sono concessi un sonnellino ristoratore di gruppo con tanto di fusa rumorose.

Alla fine tutti i gatti protagonisti della zuffa sono scomparsi a loro volta per lasciare la scena a due gatti bianchi e neri (come Filippacchio, altro gatto bello e vaccino che ho avuto il piacere di conoscere e accudire per un certo periodo) che poco dopo si sono fusi in un unico gatto a due teste, sempre bianco e nero.

A questo punto è tornata la demonessa iniziale, quella con le sembianze di donna, accompagnata da due che erano di sicuro i suoi sgherri.

Tagliando corto, dopo vani tentativi di riportarli alla (mia) ragione cercando di fargli soggezione con la potenza mia e di Dio (quando l’ho nominato mi sono sentito rispondere, beffardamente, “quale dio???”), sono dovuto passare alle maniere forti e abbiamo cominciato una lotta fisica che per fortuna si è risolta quasi subito in mio favore, con un po’ di disappunto da parte mia poiché non erano demoni molto votati alla lotta.

Alla fine hanno chiamato quello che mi avrebbe dovuto spaventare di più, e in effetti l’effetto scenico che ha usato alla sua entrata è stato vagamente inquietante… in pratica è comparso alla fine di un corridoio entrando subito nella porta di una stanza, e quando mi sono avvicinato per andare a incontrarlo, sono stato avvolto da tutto un turbinare di tende che mi rendevano difficile la vista.

Pensavo avesse anche questo preso le sembianze di mia madre e invece si è rivelato avere quelle di mia sorella, giusto per i pochi secondi in cui ha retto l’illusione  poiché subito dopo ho potuto ammirare la sua orribile vera faccia, composta da un nugolo di vermi verdi simili a serpenti.

Mi ha detto anche lui qualcosa che al momento non ricordo.

Mi sono svegliato solo con l’impellente bisogno di andare a guardare l’etimologia della parola “demone”. 

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