flay

Ospitavo alcuni spunti unghiuti, nel tentativo di rimanere a galla ero solito masticare gomma acida ma soffice, probabilmente verde lime, vagamente un pelo più esotica che esoterica, e imparavo a dimenticare.

Respirare solo a tratti (tutto quel tempo passato a pensare…), avrei potuto dilungarmi sugli effetti poco eleganti delle ombre che invadono i sogni, dell’incombente richiamo delle necessità, della noia ovattata, quasi soave alle volte, oppure semplicemente avrei dovuto parlarvi della mia prigione, invisibile ed eterna, impalpabile e granitica al contempo, inabilitante, così rassicurante…


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