Feels Like We Only Go Backwards

Zombies – atto tre, paragrafo quattro, movimento 5 e mezzo

Atti a divorare i cervelli belli vuoti dei viventi, loro, gli zombie, queste poco fantomatiche creature quasi pure risibili e divertenti, fino a che non te li trovi davanti.

Dopo il sebbene poco rimarchevole successo raggiunto dai primi due atti

Zombie 1 e Zombie 2

ecco a voi l’ambitissimo (almeno dai fan, uno, morto di overdose di ketamina l’anno scorso, ma ancora lo ricordo con entusiasmo e una malaugurata voglia di conoscerlo) episodio o capitolo o atto numero 3.

Tre, proprio come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

O come il Buono, il Brutto e il Cattivo.

Dove il cattivo è lo spirito santo, e non dite che non ve ne eravate accorti.

Ma non tergiversiamo e andiamo oltre, che lo spazio e il tempo a me concessi dalla vostra attenzione da australopitechi sono pochi, così come la voglia che ne ho – e quindi sarebbe bene andare subito al dunque, che iddio ce ne abbia in gloria.

Dunque ci stava questa tizia di nome Mary, come la marijuana.

Aveva un occhio nero e un occhio blu, entrambi dovuti alle amorevoli inclinazioni del suo amorevole ragazzo, Ultraviolent.

Mary non ci entrava una cippa per il cazzo di tutto il racconto, ma a noi ci piace ricordarla così, ingiustamente turbata dagli eventi.

Un giorno tipo in Arkansas (che immagino come una versione del Kansas, ma più piratesca) caddero delle meravigliose meteoriti elettrificanti tipo dallo spazio esterno, quello dove dimorano i grandi antichi, in attesa che i quattro miliardi di anni di pausa svaniscano dentro al cesso, e di potere quindi tornare all’azione.

Queste meteoriti oltre a cadere sulla testa di mio cugino di nome Arturo, rendendolo pure più scemo del necessario, ebbero tipo l’effetto di resuscitare tutti i morti in precedenza e di renderli tutti zombie.

Inutile starmi a dilungare sulle conseguenze.

A parte che non sappiamo avvitare una lampadina ma sappiamo che per uccidere uno zombie basta bucargli il cranio, dico, ci stava questo gruppo di individui barricati in casa a causa degli zombie.

Che se li volevano gustosamente divorare.

Tutto era in bianco e nero, nessuno che riusciva ad intravederne le sfumature, dio mio solo sa quanto necessarie, nell’economia della vita stessa.

Ehi, Joe, o Jude, mi ha detto Johanna che Mery, ha detto a Billy qualcosa che adesso non mi ricordo, ma che Esmeralda sa di essere vero.

No.

Preferiamo pensare all’estetica anni ’80 di un concerto di Kate Bush.

Catia Cespuglio, proprio si.

Bad dreams in the night
They told me I was going to lose the fight
Leave behind my wuthering, wuthering
Wuthering Heights

E gli zombie si presero per mano.

E Zac prese Mandie per mano, che a sua volta prese Jason, che prese Susan

e

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in your window
Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in your window

ma quindi dopo

iiiiii, wanna know, have you ever seen the rain?

e poi ancora un oceano di dolcezza inscenato proprio dagli zombiez, con una voce paradisiaca che ricorda il risvegliarsi del bosco all’alba, le promesse non mantenute e quindici fiori al sentore di miele

un vaso rotto pieno di realtà latenti che si riversano finalmente sopra al tuo cervello, otto nani da giardino, due verità scomode.

E la speranza che tutto o niente possa cambiare, che Dio sia Femmina, che per una volta le cose andranno per il verso giusto.

Ma Lui solo sa, quanto non lo faranno.

Purtroppo o Per Fortuna?

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